"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto."
Italo Calvino - Se una notte d'inverno un viaggiatore

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20 gennaio 2013

Snowy day







Anche quest'anno, da bravi montanari quali siamo noi dell'Appennino emiliano, non ci siamo fatti mancare la nostra metrata di neve.
Tutto ha avuto inizio esattamente una settimana fa, di domenica. Unica tregua venerdì, per poi riprendere, con una simpatica pioggia gelata più che neve, ieri e oggi.
Ho quindi approfittato del venerdì pomeriggio di quasi sole per scattare queste foto nei dintorni di casa. 
Ebbene, beccateve l'ennesimo post fotografico.

6 gennaio 2013

Insormontabili problemi di scrittura

Ok, questo è il primo post dell'anno nuovo, evviva evviva.
Non starò a tediarvi sulle viarie peripezie che hanno distinto questo principio di 2013 (sono stata ammalata nell'unica settimana di ferie che avevo e domani ricomincio a lavorare. Basta?), ma oggi ho deciso di concentrarmi su un problema che mi affligge.
Da tempo pensavo che l'immagine che uso come profile pic di questo blog non fosse del tutto soddisfacente. Ok, erano conchiglie e io amo il mare da morire. Erano conchigliette che avevo raccolto in riviera quest'estate e che avevo fotografato in giardino una volta tornata a casa. Era anche una bella foto, ma non mi rappresentava al massimo. Cioè, non rappresentava lo spirito di questo blog. Quindi oggi, invece di dedicarmi al pisolino post pranzo, ho meditato. Qual'era l'unica cosa che poteva davvero rappresentare questo posto? Bum, idea. Ho setacciato camera mia e ho tirato fuori buona parte dei quaderni, moleskine e agendine che compulsivamente compro e su cui di norma scrivo. Una composizione carina, una foto (cioè una quindicina di scatti prima di trovare quello giusto), un filtro che desse l'effetto desiderato, et voilà.
Poi le ho rimesse al loro posto.
Una nel cassetto del comò, due nel cassetto del comodino vicino al letto, una nella borsa, una nella libreria. Le ho rimesse in ordine non prima di sfogliarle.
E qui, la disperazione.
Sono piene di stronzate. Insomma, io non scrivo. Io mi sfogo e basta. Non c'è nulla che non parli di me o di quello che mi capita e mi circonda. Sono una stupida egocentrica. Pagine di cazzate, di diario da adolescente. 
Mi odio per questo!
Dove sono finiti i racconti che scrivevo una volta? Dov'è finita la fantasia?
Ho aperto tutti i cassetti, tutte le ante dell'armadio, persino quella scatola dei ricordi che ho sepolto sotto i vestiti in cui conservo parte della mia adolescenza sotto forma di scritti, disegni e strani oggetti. Nulla. 
Scrivo scrivo scrivo, da anni, da secoli mi pare. Compro penne matite gomme blocchi quadernini quadernetti quadernoni da 26 anni e non ci ho mai scritto sopra nulla.
Vivo da sempre nell'illusione di poter combinare qualcosa con le parole quando in realtà ormai sono capace solamente di prendere quello che ho dentro, travasarlo su un foglio e in qualche modo combinare il disastro: renderlo ancora più intimo e illeggibile.
Da sempre uso la scrittura a fini terapeutici, per aiutarmi, per mettere nero su bianco quello che vortica veloce nella mia testa e vederlo disteso, in bella grafia, su un foglio bianco. 
Chi ha paura dell'acqua prende coraggio e va al mare. Chi ha paura di quello che ha dentro, scrive.
Quindi mi chiedo: chi usa la scrittura come terapia, può davvero sperare di combinarci mai qualcosa? I malesseri, i dissidi e i mille dubbi che riverso su carta, mi porteranno mai da qualche parte? Saranno utili solo a sistemare il caos nella mia testa o potranno mai interessare a qualcun'altro? 
Come fanno gli scrittori? 
Chi sono gli scrittori?
Sono persone equilibrate, con un'ordine mentale invidiabile? Con il cervello organizzato in scaffali e cassettiere dove mettere i pensieri?
O sono anche loro persone mentalmente caotiche, composte da mille pensieri che neanche si somigliano tra loro che schizzano impazziti come lucciole in un barattolo (da sempre è così che immagino la mia testa)?
Insomma, il romanzo della vita può essere composto da quelle stesse stupide righe che imbrattano le mie moleskine o deve arrivare dopo un complesso lavoro di sistemazione interiore?
Una mente caotica è ciò che nutre la scrittura o è ciò che la distrugge?


29 dicembre 2012

Natale sclerotico



Ebbene, eccoci qui. In quel limbo non definito tra Natale e la fine dell'anno. In quei giorni strani che sono di vacanza-non-vacanza, in cui di norma si digerisce quanto mangiato durante il Natale e si va in farmacia a far scorte di Enterogermina e Citrosodina in vista del Capodanno.
Le mie feste (so che ve lo stavate chiedendo e proprio morivate dalla voglia di saperlo) sono state e saranno all'insegna della tranquillità. L'ho messo pure in corsivo, che il corsivo fa tanto tranquillità.
Ho lavorato praticamente fino all'ultimo (ieri) e sicuramente non in un clima di gioia della serie tutti intorno all'albero con la tazza di zabaione e i maglioni con le renne ricamate. Era più della serie tutti nelle trincee con la mimetica sporca del sangue nemico e il coltello tra i denti. Tipica immagine natalizia.
Il Natale l'ho passato in famiglia, pochi parenti, pochi amici, cibo buono ma non troppo, dolci pochi perché la gente è taccagna e regala solo torroni, croccanti e gianduiotti e a me fanno tutti indistintamente ribrezzo. (Insomma dico, ci sono i Lindor che fanno così tanto Natale con quella loro carta rossa, non potete metterci quelli nelle ceste?)
Comunque, dicevamo, tranquillità. Sì perché ne ho bisogno. Quindi ho deciso di passare anche il Capodanno all'insegna di questo mood. Niente feste. Niente bisbocce. Niente fuochi d'artificio. Niente Carlo Conti in diretta da Courmayeur. Le feste e i ristoranti li lascio alle mie amiche che loro son giovani e soprattutto non sono sclerotiche come me. Io ho bisogno di silenzio, calma, calore e una sana sbronza seratina in casa con Lui, un bel film alla tv possibilmente da guardare sotto al piumone, non prima di una partita a bowling con la Wii.
Vabè, a questo punto ci può stare anche la sbronza.
Comunque, vi auguro di passare un bel Capodanno. Che siate in un locale, a casa o in piazza a Courmayeur a fare il conto alla rovescia con Carlo Conti e Al Bano, vi auguro di passare una bella serata e di iniziare il nuovo anno nel migliore dei modi.

La presente nota per dichiarare espressamente che l'effetto specchio che vedete nella prima foto (mani e obiettivo della reflex riflessi nella pallina) è assolutamente voluto. Lo scrivo perché non si sa mai. Vabè che qua nessuno di cognome fa Cartier-Bresson, ma non vorrei mai che i puristi della fotografia venissero a sventolarmi in faccia il ditino. 
L'ho detto che sono sclerotica.

20 ottobre 2012

Foglie sulla neve #4

Complice la dolce temperatura pomeridiana di oggi, ci siamo ritrovati in cortile.
Un fuoco acceso, una bottiglia di vino e tante castagne fresche di castagneto pronte per essere arrostite.
Il calore di un pomeriggio a ridere attorno ad un fuoco con la famiglia. Cane e gatti compresi.